Annullamento dell’Identità nei social: un caso reale.

A) ABSTRACT

Un amico non riesce più a utilizzare nessun profilo social. Bloccato per un sacco di tempo, apre un secondo, un terzo profilo, e viene bloccato nuovamente. I processi di comunicazione e di formazione dell’identità “virtuale” sono isomorfi a quelli di una comunicazione reale. Il “BAN” è un atto grave, poiché azzera un bisogno fondamentale umano che è quello di relazione. E la nostra identità si basa sulla relazione. Quindi l’effetto pragmatico del ban è la distruzione dell’identità. E’ una situazione quasi impossibile da prevedere e da fronteggiare, poiché le metaregole non sono inferibili e le regole di comunicazione sono talmente vaghe da essere semanticamente perfette, ma pragmaticamente inutili. Ne consegue un possibile danno alla persona colpita nella sua identità digitale, e di riflesso, anche “reale”. Uso Termini e concetti del Libro Magico: Pragmatica della Comunicazione Umana.


B) COMUNICAZIONE, RELAZIONE, IDENTITA’

La comunicazione è una interazione circolare. L’Approccio di Palo Alto ha per questo, superato il Modello Lineare di Shannon Weaver. Infatti l’emittente del messaggio (il parlante), una volta emesso il messaggio, riceve nuovamente dei “messaggi” di ritorno dal ricevente. E’ il concetto di Feedback o Retroazione. Se io-emittente dico a mia madre-destinatario “mi passi l’acqua?”, non è finita lì. Mia madre farà qualcosa, anche non rispondere, e il non fare nulla è pure questo comunicazione (primo Assioma della Comunicazione: non si può non comunicare). Quindi il destinatario comunicherà SEMPRE. Io vedo che lei non fa nulla, ma anche questo è comunicare, non è ancora “disconferma”. A questo punto io emittente dovrò ricevere e verificare, interpretare, qual è il significato del messaggio di ritorno di mia madre-destinatario e ri-comunicare in modo congruo e sensato. E a mia volta, farò qualcosa, cioè darò un feedback nuovamente al destinatario. In questo senso l’interazione è circolare, in cui a seconda del momento in cui la si osserva nella sequenza, “destinatario” e “emittente” si scambiano. La cosa fondamentale di tutto questo è, che questo processo circolare DEFINISCE la relazione. Questo poiché il contenuto del messaggio è solo un aspetto, del tutto. L’altro è appunto la definizione della relazione. E’ qui che entrano in gioco gli aspetti metacomunicativi. In un’interazione virtuale, rimangono la circolarità e anche l’aspetto di relazione-metacomunicazione. Sono elementi regolati in modo differente, es. i segnali metacomunicativi possono essere gli emoticon. Ma i PROCESSI sono analoghi a quelli di un’interazione reale. Questa premessa è fondamentale per arrivare a comprendere che, come nel reale, l’Identità Digitale o Virtuale, si costruisce nella comunicazione con altre Identità digitali, e queste comunicazioni DEFINISCONO l’IDENTITA’ di ogni comunicante. Come abbiamo detto, l’identità si forma nella relazione. E la relazione è un bisogno fondamentale di base di tutti gli esseri umani (a parte alcune categorie di disturbati come gli psicopatici, cioè quelli con disturbo antisociale di personalità, ma lasciamo stare).Gli esseri umani sono animali Ultrasociali. Se non comunicano, letteralmente si ammalano, anche fisicamente. Ora, vista la situazione in atto, l’identità virtuale diventa sempre più vitale per il bisogno relazionale. E’ una cosa seria, quindi, non un giochino da Nerd. Ed i social se usati bene, assolvono questa importante funzione: relazione, comunicazione, identità. Soprattutto importanti per chi sui social ci lavora. L’impossibilità di fatto di stabilire relazioni umane reali, comporta lo spostamento del bisogno relazionale, tutto nel virtuale.


C) LE REGOLE SULLA COMUNICAZIONE: “GLI STANDARD” DELLA COMUNITA’

Come detto, ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e di relazione, e gli elementi metacomunicativi e contestuali definiscono la relazione. Definiscono de facto, anche il contenuto di quello che sto dicendo, la sua appropriatezza e congruenza con il contesto. Se fossi a cena con il Presidente della Repubblica, dirgli “passami l’acqua” è una follia. Il Messaggio-Oggetto è chiaro, ma è tutto sbagliato e inaccettabile dal punto di vista relazionale, metacomunicativo e di contesto. Non solo, dirgli “passami l’acqua” è un atto grave perché non riconosco l’Identità di Presidente-della-Repubblica. Come si fa a sapere quali sono le regole sulla comunicazione, nei social? Ci sono gli standard della comunità, esattamente come nel mondo reale esistono delle regole metacomunicative non dette che tutti abbiamo appreso e rispettiamo. Cosa succede invece, quando queste “regole” non sono univoche, chiare, e definite, ma cangianti? Succede che diventa …estremamente pericoloso .. comunicare. Per esempio, gli schizofrenici non sono in grado di usare la metacomunicazione, non conoscono le regole di comunicazione. Per questo, per loro, il mondo là fuori e le persone sono una minaccia, e questo provoca loro e a chi gli sta intorno, un sacco di…problemi. Gli standard della comunità sono fatti in modo da essere pragmaticamente inutilizzabili, imprevedibili. Allora tutti noi cosa facciamo? Cerchiamo di riempire i vuoti, le incertezze di queste “regole sulla comunicazione”. Lo facciamo inconsciamente, ma lo facciamo (anch’io). Come? Esaminando le ridondanze ed i vincoli, e cercando di inferire delle regole sulle regole (metaregole). Come nell’esempio degli scacchisti nel Libro Magico. E usando le tre universali del modallamento nella PNL. Se vengo bannato sempre quando tratto di un certo argomento, o uso certe parole chiave, o subisco degli strani Shadow Banning a dei post, allora potrò inferire delle regole. Es so che se scrivo la parola “PIRIPICCHIO” verrò bannato per x giorni, se faccio un post su PIRIPOCCHIO riceverò solo 3 like anziché 250. Il guaio è che queste ridondanze e vincoli, e le metaregole inferite in qs caso per generalizzazione, non sono stabili. Anzi, non sono proprio conoscibili. La partita a scacchi cambia, per cui una volta, il cavallo muove come cavallo, ma la volta dopo, il cavallo muove come pedone…Inoltre che è peggio, non so se i soli 3 like sono dovuti ad uno Shadow Banning, o se effettivamente l’argomento non interessa. L’ambiguità e impredevibilità nei cicli di retroazione (o feedback) non mi consente di inferire ridondanze e vincoli, quindi il mondo virtuale interattivo là fuori, diventa imprevedibile, pericoloso ed instabile. Sono gettato in una situazione schizofrenizzante.


D) RELAZIONE, IDENTITÀ E STABILITÀ

E il mondo ambiguo, imprevedibile, instabile, che non consente di inferire nulla, ha impatti devastanti su chi ci si trova dentro. Non sto a raccontare l’esperimento con le Ellissi e i Cerchi (Pavlov), le Nevrosi Indotte, e cosa succede nelle interazioni schizofreniche descritte dal Gruppo di Palo Alto. Qui non abbiamo schizofrenici ellissi e cerchi, e scosse elettriche. Abbiamo però una cosa devastante di cui ho già parlato: la squalifica e la disconferma. La disconferma è: “TU NON ESISTI”. E’ peggio perfino di un “no”, di un insulto, o di un attacco verbale.T utto quello che sto dicendo è applicabile perfettamente anche al virtuale: il trattamento di “disconferma” mina l’identità e la stabilità del parlante-comunicante virtuale. Gli taglia ogni possibilità di interazione con i suoi contatti, non può fare post, non può neppure usare messenger in alcuni casi, non può mettere “reazioni” ai post. Non può metacomunicare perché non può neppure .. comunicare! TU NON ESISTI. Equivale a mettere uno in una cella di isolamento da solo per settimane.


E) IL DANNO EMERGENTE, IL LUCRO CESSANTE, IL DANNO RELAZIONALE

Chiarito come un apparentemente innocuo “BAN” può impattare sulle persone, a livello psicologico ed emotivo, ora proviamo a identificare “cosa ne penserebbe” il Diritto italiano. Se il bannato trae opportunità di lavoro dai social, è chiaro che si rientra nei concetti di Lucro Cessante. Ho perso dei clienti, perché non mi vedono più sulla mia pagina professionale. Sono andati da altri concorrenti. Ho perso dei soldi che prima guadagnavo. Danno Emergente: il bannato deve sborsare altri soldi su altri canali diversi per rimanere visibile. Il più interessante per lo scopo del gruppo, è il Danno Relazionale. E’ un argomento in divenire e molto lungo, per cui quello che segue sono solo pillole. Le tabelle per il risarcimento del danno da incidenti stradali, o da responsabilità medica, attribuiscono un valore non solo al danno fisico. Ma anche al danno emotivo, “danno morale”, danno da riduzione della vita di relazione. Lasciando stare le modalità di calcolo, è evidente che se una persona è costretta in casa per sempre, o ha perso un congiunto, la sua vita di relazione, la sua emotività, la sua capacità di coping, hanno subito un impatto. Le Tabelle Milanesi, di Roma e di Venezia, servono per quantificare questi aspetti: il “danno morale”, “danno interiore”, dolore, disistima, paura, etc, elementi che hanno un impatto peggiorativo sulla qualità di vita. La giurisprudenza recente parla anche di “danno esistenziale”, cioè specificamente il danno alla vita di relazione, come danno dinamico-relazionale, che investe tutte le relazioni di vita esterne. Lo Schema di DPR per arrivare ad una definizione univoca nazionale delle entità di danno (TUN-Tabella Unica Nazionale), considera espressamente e quantifica anche il danno relazionale-morale.


F) CONCLUSIONI

La situazione in atto ha imposto lo spostamento degli assetti relazionali e di formazione dell’identità, dal reale al digitale. Le interazioni digitali non sono uguali a quelli “in presenza”, ma i processi descritti dal Gruppo di Palo Alto sono applicabili ed isomorfi anche all’”Online”. Il ban e la impossibilità di inferire regole metacomunicative stabili, impatta pesantemente sull’identità e la stabilità della persona colpita. L’importanza vitale della relazione è stata finalmente compresa anche dalla giurisprudenza italiana, in quanto rientra nei calcoli dei risarcimenti per danno alla persona.

Francesco Volta

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